Il fotografo Robbie Cooper ha realizzato un video che mostra quanto possono essere concentrati i bambini quando sono alle prese con i videogiochi.
Clip simpatico ma inquietante direi, soprattuto perché dai suoni di sottofondo si possono riconoscere diversi sparatutto di ultima generazione come Halo e Call of Duty 4 (il suono del coltello di COD è inconfondibile per uno che l’ha subìto tante volte quanto il sottoscritto).
Ammesso e non concesso che il montaggio e la sonorizzazione del videoclip siano stati realizzati in funzione dell’opera creativa e che possono suggerirmi cose che in realtà non esistono - la sua visione mi ha però ricordato quanto siano puntualmente disattese e ignorate le indicazioni fornite dagli istituti preposti come il PEGI o l’ESRB e poste sulle confezioni dei giochi.
E’ fin troppo evidente infatti che una parte molto ampia di utenti che affollano le partite multiplayer di quei titoli, lo fanno in barba ai codici PEGI o ESRB e mai sotto gli occhi dei genitori.
Call of Duty ad esempio è classificato “M” quindi fruibile da 17 anni in su per via dei suoi contenuti di “intence violence, blood and gore, sexual content and/or strong language”.

