Negli ultimi mesi, dalle autorevoli colonne di Game Pro (l’edizione italiana di EDGE), Roberto Recchioni si è lanciato in un’analisi di economia domestica che si è rivelata decisamente fuori dalla sua portata.
Recchioni, penna solitamente ispirata e creativa, con uno stucchevole qualunquismo ha snocciolato quelli che - secondo lui - sono da considerarsi i trend di mercato, le tendenze d’acquisto e i comportamenti tipici dei consumatori in un epoca di recessione. Non solo si avventura in un territorio a lui ovviamente ignoto ma addrittura si stupisce che Sony non segua i suoi ragionamenti e invece si ostini a non abbassare il prezzo della sua console. Ecco dove sbaglia, secondo me:
In un periodo recessivo, spiega,* il ‘padre di famiglia’* (e qui già siamo alle vette della ‘casalinga di voghera’) che si troverà nell’esigenza di acquistare una console per il bene psico-fisico-sociale dei suoi pargoli - e perché no, della famiglia tutta - cosa valuterà per districarsi tra le offerte di prodotti tra loro concorrenti?
Ebbene, secondo Recchioni, i criteri saranno i seguenti (non necessariamente in quest’ordine):
- consumi energetici,
- costo della console e degli eventuali accessori e/o servizi aggiuntivi necessari.
- quantità dei titoli usati disponibili,
- possibilità di ‘reperire’ giochi anche per vie illegali,
Ci ricorda, con una magniloquenza di catalaniana memoria, che ‘la gente compra quello che costa meno’. Continua con il luogo comune che “dell’alta definizione non frega a nessuno” e poi, in uno slancio creativo - questo si degno di uno scrittore del suo calibro - ci racconta di come passeggiando per le vie di non-so-dove gli sia capitato di vedere, sbirciando dalla finestra, una nonnina intenta a sbracciarsi con la Wii. Non ci risparmia neanche il testimonial d’eccezione informandoci che persino sua mamma usa giocare con il Nintendo DS. Ma dico io, che te ne fai di un consulente di marketing quando puoi leggere GamePro?
A questo punto mi pare evidente che Recchioni non è un padre di famiglia ed ancora più lampante è che non ha la minima idea dello scenario che pretende di analizzare. Oppure forse sta solo cercando di vestire i panni dell’uomo medio nel tentativo di rendere il suo scritto più ficcante?
I VIDEOGIOCHI E LA CRISI ECONOMICA INTERNAZIONALE
Il buon Roberto sostiene che i videogiochi sono investiti in pieno dall’attuale crisi economica ma mi risulta invece essere l’esatto contrario!.
Gli analisti ci insegnano infatti che quando i mercati attraversano periodi di crisi, non tutti i consumi si fermano. Anzi, in determinate congiunture si verificano dei picchi in settori che riguardano la sfera privata, la casa, l’arredo, i beni durevoli che coinvolgono il benessere familiare. Il consumatore che avverte il pericolo ‘esterno’ investe nel suo nido. Non va in vacanza, risparmia sull’intrattenimento fuori casa ma spende di più per quello da consumarsi all’interno delle mura domestiche.
Non deve sorprendere quindi che la conferma di questo aspetto- che investe anche e soprattutto i videogiochi - arrivi da tutte le fonti internazionali. Il mercato mondiale delle console di gioco, del software e degli accessori non solo tiene ma è in crescita continua. I dati di ottobre (quindi già in piena e conclamata ‘crisi’) segnano uno straordinario +26% rispetto all’anno precedente e con ormai dieci mesi alle spalle, il settore si appresta a segnare un altro anno record (Usa Today 14 nov 08).
A corollario di ciò, sempre nel mese di ottobre, la vendita dei Blu-Ray ha raggiunto il suo record assoluto con 2,3 milioni di dischi venduti in UN SOLO MESE. Alla faccia della crisi e dell’iniqua alta definizione (e una vocina mi suggerisce che l’imminente black friday vedrà i lettori BD ai primi posti tra le vendite).
CHI COMPRA COSA?
L’articolo in esame ci dice quali sono i criteri di scelta di un genitore tipo alle prese con l’acquisto di una console, chiariamo quindi che vanno esclusi definitvamente da questa cerchia tutti lettori di GamePro, di EDGE, di Kotaku, di IGN e di tutta la carovana mediatica. Si perché, lo so, duole ma qualcuno deve dirlo: ‘ste cose non le legge nessuno! Facciamocene una ragione una volta per tutte.
A parte la romantica visione che l’autore ha dei consumatori e della loro preoccupazione per i consumi energetici, (che allora non acquisterebbero un televisore LCD neanche a pagarlo dieci euro, dato che è un prodotto notoriamente afflitto da consumi stratosferici) il nostro ignora che il processo decisionale negli acquisti dei beni durevoli è quasi sempre guidato da criteri emotivi. Non sto dicendo che si compra ‘impulsivamente’, dico che la componente ‘emotiva’ gioca un ruolo determinante.
Se il consumatore in oggetto si facesse tutti i conti suggeriti nell’articolo, il castello di Recchioni crollerebbe su stesso in un baleno poiché, a conti fatti, la PS3 è addirittura un filo più economica della proposta Microsoft. O forse stiamo qui addirittura assumendo che il nostro genitore si informi preventivamente sulle qualità intrinseche di Xbox LIVE a pagamento rispetto al PSN gratuito? Perché non ce lo vedo il commesso di Mediawolrd intento a spiegare alla mamma di turno cose come il lag, le gamercard e i trofei, i network distribuiti ed i server dedicati….no, proprio non ce lo vedo.
Se poi il nostro genitore ‘avveduto e informato’ si dovesse trovare obbligato a cedere alle sirene del risparmio, sarebbe anche tanto informato da sapere che avrebbe buone possibilità di vedere la tanto-oculatamente- acquistata-macchina-da-gioco fusa nel giro di qualche mese grazie ad un annoso difetto di fabbricazione…. Invece no. Questa per fortuna è materia per la nicchia. Di gente come noi che si avvelena per una recensione, legge le riviste specializzate, frequenta e partecipa nei forum, legge i blog… roba da nerd, insomma. Le persone normali non fanno queste cose.
E ALLORA COSA FA ‘STO BENEDETTO GENITORE?
Praticamente quasi nulla di quello suggerito dal corsivo di GamePro. Un genitore quand’anche mediamente informato, con una buona capacità di spesa e in procinto di comprare una console, la maggiorparte delle volte si comporta nel modo seguente:
- Compra ciò che gli viene chiesto. Solitamente lo stimolo parte dal consumatore finale, ovvero i figli, veri fruitori del prodotto e che solitamente se ne fregano altamente del prezzo.
- Compra ciò che conosce (‘brand awareness’): chi ha avuto Playstation e la Playstation 2 con buona probabilità comprerà una PS3 non tanto per la fedeltà alla marca ma per la confidenza con il prodotto.
- Compra ciò che percepisce più idoneo alle sue esigenze di intrattenimento: ma se ha ‘delle esigenze di intrattenimento’ ben definite è già un target più evoluto e sarà indirizzato verso un prodotto che dovrà rispondere a requisiti più ampi e magari di pertinenza di tutta la famiglia (media capabilities, hi-definition, casual games).
IL PREZZO DI SONY
Io non sono sicuro che gli articoli di Recchioni volessero in qualche modo suggerire un nesso tra il prezzo della console Sony e le sue vendite non entusiasmanti, ma ho sentore che quello era l’intento. Ebbene, a ciò rispondo che non basta saper fare il due-più-due della massaia per avere un quadro della situazione verosimile e trovo francamente avvilente un tal cedimento populista.
Se la Playstation3 arranca tra i competitor lo deve a ben altri problemi, molti dei quali noti anche ai bradipi, altri meno evidenti ma tutti di natura ben diversa dal suo price point, ma di questo magari ne riparliamo un’altra volta.
(l’immagine di copertina è relativa all’inquisizione spagnola, tema caro a Roberto Recchioni e fil rouge di diversi suoi interventi, compresi quelli citati qui)

